Da content creator a venditore nel tempo di un cocktail

Da content creator a venditore nel tempo di un cocktail

“Maria, passo domattina da te alle 8, poi abbiamo 9 locali da visitare. Stasera a cena tienti leggera.”

Dovrei registrare questo messaggio, perché è una telefonata che faccio spesso alla mia fotografa preferita.

 

Avere carta bianca è il sogno di ogni creativo. Ed è la cosa che un cliente intelligente lascia fare al suo comunicatore, se vuole avere buoni risultati.

Proprio così lavoro con Bernard, una liquoreria nelle Alpi piemontesi, che fa parte della rete Maestri del Gusto Slow Food.

Enrico Bernard rappresenta la questa generazione della famiglia che crea liquori a Pomaretto, in val Germanasca.

Enrico mi chiama per scrivere i testi del suo sito ecommerce.

Questo è già un lavoro piacevole, perché raccontare di un’azienda che produce bontà dal 1902, con le persone che d’estate partono all’alba per arrampicarsi fra le montagne a raccogliere fiori ed erbe con cui fare questi liquori, è una meraviglia.

Finiamo il sito, e dico ad Enrico: “adesso che hai un bel sito, mica vorrai farci crescere le erbacce sopra? Dobbiamo mantenerlo vivo, diffonderlo, e proprio a questo servono i social.”

Allora partiamo.

Andiamo a fare un primo reportage fotografico in azienda, per testimoniare le erbe messe ad essiccare all’aria del torrente, le fasi di produzione, le persone e gli ambienti che vivono della storia Bernard. Poi usciamo e andiamo in giro nel territorio, portando le bottiglie nelle borgate più pittoresche dei dintorni.

Andiamo nei locali del territorio che servono i nostri liquori, con un triplice scopo:

-ottenere materiale fotografico

-rafforzare il legame fra Bernard e questi clienti

-raccontare l’identità territoriale dei prodotti

Così, 2-3 volte all’anno, io e Maria partiamo verso le valli del Pinerolese.

Seleziono i locali più fotogenici, più particolari, o quelli con chef o barman che si inventano una ricetta o un cocktail con i nostri liquori, e andiamo a visitarli.

E fra un locale e l’altro, l’itinerario prevede sempre qualche sosta in luoghi paesaggistici significativi del territorio, a fare da sfondo alle nostre bottiglie, che ormai fanno parte del paesaggio del Pinerolese.

E altrettanto facciamo nei locali più belli di Torino che servono i liquori Bernard.

Tutto questo materiale serve a creare contenuti sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram, ovviamente con il necessario budget di inserzioni per far vedere i post giusti alle persone giuste.

Entrare nel vivo della vita di un’azienda significa anche partecipare a un incontro con l’importatore americano che porta i suoi clienti (barman, titolari di locali, food&beverage manager) a visitare la liquoreria.

Così racconto loro a parole ciò che racconto nei post social. E metto a frutto ciò che ho imparato nelle visite ai vari locali. Preparo e faccio assaggiare dei cocktail con i liquori Bernard:

il Barathier Tonic, perfetto per l’estate, e il GinAbricot, che mi ha servito l’amico Paolo del Bacco Caffè di Saluzzo.

Colpo di scena: il GinAbricot paice così tanto ai clienti americani, che pochi giorni dopo arriva un ordine dal locale di San Francisco il cui barman ha assaggiato il cocktail preparato artigianalmente da me: e l’ordine è di 500 bottiglie.

Questo è quello che chiamo StorySelling.

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