Io e il Toro: una storia d’amore e di comunicazione

Io e il Toro: una storia d’amore e di comunicazione

“Il Torino sostituisce il numero 9 Belotti con il numero 16 Marinoni” annunciò urlando lo speaker dello stadio.

Non stavo sognando, ci credevo proprio, perché in quel momento stavo davvero lavorando per il Toro.

Ero allo Stadio Grande Torino a seguire il mio amato Toro per uno dei miei clienti storici, Il Buon Riso.

Hai presente un bambino che entra in un negozio di caramelle e si sente dire “un giorno tutto questo sarà tuo”? Ecco, più o meno questa è stata la sensazione che ho vissuto collaborando con il mio amato Toro.

Capisci, quando vivi il dietro le quinte della tua squadra del cuore, quando ti ritrovi a chiacchierare con Pulici e Mondonico all’inaugurazione del Filadelfia, quando vedi tua bimba presa in braccio da Joe Hart allora capisci la fortuna che hai di fare un così bel lavoro.

Ma vediamo cos’è successo.

Nella stagione 2015-2016 Il Buon Riso è stato sponsor e fornitore ufficiale del Torino Football Club. Il mio compito: creare delle idee di comunicazione per raccontare e valorizzare questa partnership.

 

Mi sarei annoiato a morte a fare semplicemente della comunicazione celebrativa tipo “siamo fieri di essere sponsor del Torino Football Club”, perciò ho voluto coinvolgere attivamente i tifosi del Toro, una community di personas che conosco bene, perché ne faccio parte da sempre.

Così ho pensato delle iniziative per comunicare sui canali social del Torino Football Club la sponsorizzazione. Una di quelle che mi ha divertito di più è stata Gusto Granata. Abbiamo invitato i tifosi a postare foto di piatti ispirati al Toro e alla sua storia leggendaria. Il piatto più votato e quindi vincitore è stato un risotto bianco al vermouth e robiola con il tocco decorativo di una farfalla granata realizzata con crema di barbabietola. L’autore, Paolo, è stato ospite nella sede Buon Riso, e ho avuto il piacere di accompagnarlo in una visita privata allo stadio Grande Torino, che la società ha aperto solo per lui e sua moglie. Siamo diventati amici, questo è il bello di facebook, ed è diventato uno dei foodblogger di riferimento del Buon Riso, uno dei più apprezzati, e i cui piatti compaiono puntualmente nella Best Nine del profilo Instagram Buon Riso. 

 

Per cementare il legame fra i tifosi del Toro e il Buon Riso ho pensato la serie di post Il Piatto Forte, in cui si invitavano i fan della pagina facebook Torino F.C. a indicare quale giocatore della storia del Toro ha avuto come “piatto forte” una particolare caratteristica: il colpo di testa, il dribbling, il tackle, il tiro. Dai nomi che sono emersi nei commenti è venuta fuori una Hall of Fame della leggendaria storia granata, un album dei ricordi per tutti i tifosi del Toro.

 

Poi mi sono occupato anche di aspetti prettamente tecnici, come la targettizazione delle inserzioni facebook per mettere in evidenza i post. E qui ho selezionato il target, inserendo come parametri elementi come “rice” “risotto” “Torino Football Club” ed escludendo le persone che hanno come interessi “Juventus” per il quieto vivere dei nostri canali social.

 

In un progetto di questo genere, i testi sono solo la punta dell’iceberg. Quello che sta sotto è la capacità di creare idee che non si limitano alle parole, ma creano iniziative, eventi, collaborazioni, engagement. Ad esempio, visto che il Buon Riso è fornitore ufficiale del Torino Football Club, ho pensato a una collaborazione con l’azienda Gerla 1927 che si occupa del catering nella tribuna dello stadio Grande Torino. Così a ogni partita casalinga, ho creato un ideale menù di patti di riso: per Torino-Milan, il classico risotto alla milanese; per Torino-Genoa il risotto al pesto; per Torino-Palermo gli arancini di riso e così via. E io ero lì con il mio ipad a fare video degli chef al lavoro e a intervistarli, per creare contenuti a uso social.

I risultati social sono stati interessanti, come si vede dalle statistiche e dagli engagement. I risultati sportivi un po’ meno ma, si sa, per noi del Toro c’è sempre da soffrire.

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *