Comunicare come il ragù di mamma

Comunicare come il ragù di mamma

Un paio di volte al mese sono in giro per locali e ristoranti a fare reportage social, quindi vuol dire assaggiare di tutto e di più.

Il mio giro vita testimonia che ormai sono abituato alle cose più buone, però ogni tanto mi scappa ancora un complimento allo chef, quando ci vuole ci vuole. Lo chef Andrea mi ferma:

“Io posso prepararti il piatto più buono del mondo, ma per te non sarà mai buono quanto il ragù che ti faceva tua mamma, perché in quel ragù c’è la tua anima e la tua memoria del gusto.”

E allora ragiono di come le papille gustative siano strettamente connesse con il cuore, e qui non parliamo di colesterolo, ma di sensazioni, ricordi, emozioni. Ecco perché per me piemontese il piatto più buono del mondo sarà sempre il vitello tonnato o gli agnolotti al sugo d’arrosto, per un pugliese sarà una parmigiana di melanzane o un riso patate e cozze, per un calabrese sarà la sua amata ‘nduja, e così via.

Perché in quel piatto ritrovi tutte le tue memorie, di quando eri bambino e tornavi a casa con le ginocchia sbucciate dopo aver giocato in cortile, tutto sudore e lacrime oppure ghignante felice. Il ragù della mamma era la celebrazione, l’apoteosi rituale dei tuoi giorni da bambino. Poi cresci, vai a vivere per conto tuo, e quando torni a trovare i genitori, il ragù della mamma è quello che ti fa tornare bambino, trasformando le tue papille gustative in una macchina del tempo che nemmeno le madeleines di Proust.

E anche se girassi tutto il mondo ad assaggiare i ragù degli chef stellati e galattici non ne troverai mai uno come quello della mamma. Perché in quel ragù il buono lo mette anche la tua anima, la tua memoria, il tuo cuore.

Lo stesso discorso si applica alla comunicazione social. Puoi inventare il messaggio più creativo, originale, divertente del mondo, ma se non sai toccare i ricordi, le emozioni e le sensazioni delle persone a cui parli, sarà come il piatto dello chef in confronto al ragù della mamma: buono ma niente di che. Se invece ti addentri ad esplorare questi ricordi, riesci a entrare nel cuore delle persone, a stuzzicare i loro ricordi, a evocare le cose che amano, o che non si ricordavano più di amare, ecco che allora il tuo messaggio sarà come il ragù della mamma.

Non esiste una ricetta; esiste il cuore.

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