Chi sono

Ho imparato a scrivere in prima elementare.
Imparo a raccontare ogni giorno.

 

Da piccolo mi esercitavo a leggere mentre andavo a far la spesa con la mamma o la nonna: leggevo i manifesti pubblicitari, le locandine nei negozi, le scritte sulle confezioni negli scaffali.

Praticamente leggevo quello che oggi scrivo.

A scuola ho capito l’importanza di condividere i testi, in puro stile social.

Finivo il tema di italiano prima degli altri, poi passavo i foglietti con gli argomenti da sviluppare ai miei compagni in difficoltà.

Quando ho iniziato a lavorare, il mio mestiere si chiamava copywriter.
Si trattava di avere idee per una campagna pubblicitaria, uno spot radio o tv, di scrivere dei bei testi su una brochure o un catalogo.
Questa è stata la palestra di formazione.
Ogni riga una frase, ogni frase un’idea.
Tutto seguendo una strategia ben definita.

È lo stesso metodo che applico oggi nella comunicazione social e digital.
Ma se prima con un’idea potevi comunicare per mesi, oggi devi avere un’idea ogni giorno, ogni messaggio, ogni post.

 

È la stessa differenza che essere sposati o essere amanti.

La comunicazione pubblicitaria era come essere amanti:
ci si incontrava ogni tanto per fare cose divertenti, in grande stile.

La comunicazione social è come essere sposati:
devi trovare cose interessanti da dire e da fare ogni giorno.

 

E aver utilizzato e acquisito le tecniche della comunicazione pubblicitaria è un bel vantaggio per inventare e raccontare cose interessanti a livello social.

Il mio riferimento sono certi osti che vengono al tavolo e ti raccontano ogni piatto in ogni ingrediente, da dove arriva, come lo cucinano, perché lo accostano a quell’altro ingrediente, e mentre parlano tu già vorresti ordinare tutto.

Ecco, il mestiere del creatore di contenuti è questo: far venire l’acquolina in bocca, al cervello e al cuore di chi legge.

Questa è la comunicazione che ti piace?